CIPOMO VENETO

Vicenza - Hotel Viest
22 Aprile 2022
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Con 55.000 nuove diagnosi, il carcinoma della mammella è il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne in Italia. La Breast Unit rappresenta un modello di presa in carico della paziente con neoplasia mammaria in ogni tappa del suo percorso, dalla diagnosi al follow-up. La multidisciplinarità è l’elemento fondante della Breast Unit. La formazione di un team coordinato favorisce il raggiungimento di un alto livello di specializzazione delle cure, dallo screening fino alla riabilitazione psico-funzionale, ottimizzando qualità e tempistica delle prestazioni, con l’obiettivo principale di prolungare e migliorare la vita delle pazienti. Il lavoro efficiente di un gruppo multidisciplinare produce appropriatezza, coerenza e continuità dei percorsi diagnostico-terapeutici, traducendosi in un miglioramento dell’utilizzo delle risorse umane ed economiche. A fine 2021 è stato aggiornato dopo 5 anni dalla sua introduzione, il PDTA Regionale della mammella. La condivisione di percorsi diagnostici terapeutici e assistenziali costituisce un elemento fondamentale di governance delle reti oncologiche. Nell’ambito di tale processo sono valorizzate le buone pratiche cliniche e definiti i modelli organizzativi più idonei per rispondere con efficacia ed efficienza alla richiesta di salute dei cittadini; numerosi i cambiamenti sia per la parte chirurgica che per la parte medica sono presenti nella nuova edizione. Il trattamento sistemico adiuvante riduce significativamente il rischio di recidiva e di morte e va effettuato dopo un’attenta valutazione di precisi fattori prognostici, fattori predittivi di risposta a specifici trattamenti, benefici assoluti attesi e, non ultime, comorbidità e preferenza delle pazienti. Nei carcinomi con recettori ormonali positivi e HER2- negativo il beneficio dell’aggiunta della chemioterapia alla terapia endocrina adiuvante è controverso nelle pazienti non ad alto rischio di ripresa di malattia. Per definire con maggiore precisione la prognosi e selezionare il miglior trattamento per la singola paziente sono stati elaborati test di analisi dei profili di espressione genica. Il 7 luglio 2021 è stato pubblicato, da parte del Ministero della Salute, il decreto attuativo che sancisce un fondo di 20 milioni di euro per il rimborso diretto delle spese sostenute dagli ospedali per l’acquisto dei test multigenici nelle pazienti con tumore al seno positivo ai recettori ormonali e HER2-, in stadio precoce. Discuteremo l’introduzione nella pratica clinica di tali test analizzando le criticità e i benefici che derivano dall’utilizzo.